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Lunedì, 30 Novembre 2020 15:04

Lnd nuovo protocollo, altra porcheria

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Ecco l'ultima porcheria partorita dagli ignoranti

(persone che ignorano)del CTS culo e camicia con LND-

Ma dico io: come cazzo si fa a pretendere che le società dilettantistiche sborsino soldi su soldi, questa è gentaglia prestata allo sport. L'ignoranza ha invaso le loro menti. Ecco cosa dice l'ultima porcheria, a questo va aggiunto che la persona a capo del ministero dello sport, IL NULLA MISCHIATO CON NIENTE, emana un decreto legge dove si impone alle società dilettantistiche (serie D) che a partire dal 2022 ci sarà l'obbligo di versare i contributi ai giocatori. Come se non bastasse il NULLA MISCHIATO CON NIENTE si inventa di eliminare il vincolo sportivo a danno delle società. Purtroppo quando uno è ignorante (persona che ignora), non c'è soluzione non si può salvare, come sempre detto se uno "NASCE TONDO NON PUO' MORIRE QUADRATO", e noi ne abbiamo l'esempio.

Aggiornamento del Protocollo Allenamenti e Gare per le Squadre partecipanti ai Campionati Nazionali LND

Stagione 2020/2021(Dipartimento Interregionale Maschile,  Divisione Calcio a 5,Divisione Calcio Femminile) 30 novembre 2020

PREMESSA

La Lega Nazionale Dilettanti, per tramite del suo Rappresentante in seno alla Commissione Medico Scientifica Federale (CMSF), Prof. Carlo Tranquilli, ha presentato nella riunione del 20 novembre u.s., una Bozza di Documento finalizzata a fornire chiarimenti e/o aggiornamenti del Protocollo attualmente in vigore, elaborata a seguito degli ultimi Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, delle Ordinanze e delle Circolari del Ministero della Salute, nonché sulla base dei dati epidemiologici aggiornati e delle nuove acquisizioni scientifiche.

I contenuti dei suddetti chiarimenti/aggiornamenti sono specificamente rivolti all’attività dei Campionati Dilettantistici a carattere Nazionale (Interregionale Maschile, Calcio a 5 Maschile, Calcio Femminile), attualmente disciplinati dai seguenti documenti:

“Indicazioni  generali  per  la  ripresa  delle  attività  del  calcio  dilettantistico  e  giovanile  (ivi  compresi  il  calcio  femminile,  il  futsal,  il  beach  soccer  e  il  calcio  paralimpico  e  sperimentale)  in  previsione  della  ripartenza  delle   competizioni   sportive   (Tornei   e   Campionati),   finalizzate   al   contenimento   dell’emergenza   epidemiologica da COVID-19 del 10.8.2020”;

“I  CHIARIMENTI  FIGC  al  suddetto  Protocollo,  a  seguito  di  richieste  pervenute  dalle  componenti”  del  17.9.2020.

La  Bozza  pervenuta  alla  CMSF, e  la  formulazione  successiva  qui  presentata, è  redatta  tenendo  conto  delle  osservazioni critiche formulate dai Membri della CMSF direttamente interessati o che hanno comunque ritenuto di dare   suggerimenti.  L’indirizzo   strategico, condiviso   all’unanimità,   nell’ottica   della   limitazione   del   contagio  nell’ambito  del  calcio  dilettantistico  e  sulla  base  delle  informazioni  al  momento  disponibili, resta  quello  della  massima precauzione.

Vale  a  dire: l’osservanza  da  parte  di  tutti  gli  attori  di  rigide  prescrizioni  volte  ad  evitare,  in  modo  assoluto,  ogni  contatto  stretto  con  persone  potenzialmente  infette,  tramite  il  costante  distanziamento interpersonale,  l’uso  obbligatorio  della  mascherina  in  ogni  occasione,  sia  al  chiuso  sia  all’aperto  (al  di  fuori  dell’attività  agonistica  sul  campo),  l’igiene  accurata  delle  mani  con  il  lavaggio  frequente  e  l’uso  alternativo  di  disinfettanti  in  soluzione  idroalcolica (gel).

Cardini della prevenzione del contagio nel gruppo squadra sono:

Il  distanziamento  obbligatorio  di  almeno  due  metri  nel  corso  di  riunioni  all’aperto  e  la  limitazione  delle  riunioni al chiuso anche di tipo tecnico, evitando l’uso degli spogliatoi o favorendone, ove consentito, l’uso in modo da evitare ogni assembramento o contatto stretto; 

il divieto di abbracci, e altri comportamenti a rischio (quali cantare, gridare, e avvicinarsi faccia a faccia tra calciatori/tecnici/dirigenti in occasione di gare e allenamenti); 

il divieto di attività sociali che comportino la presenza contemporanea di più componenti il gruppo squadra;

l’utilizzo privilegiato dei mezzi di locomozione individuali;

interdizione  di  ogni  attività  sociale  al  di  fuori  del  gruppo  squadra  effettuata  senza  rispetto  delle  suddette precauzioni generali (lavoro, scuola, familiari non conviventi, conoscenti ecc.), che rappresenti un concreto pericolo  di  contagio  da  parte  dei  singoli  componenti  il  gruppo  squadra  (ad  esempio,  cene  tra  atleti  o  con  amici, feste, conferenze, riunioni di qualsiasi tipo, etc.).

In particolare, i temi più importanti, dal punto di vista applicativo,discussi dalla CMSF sono stati:

Utilizzo di screening/controllo tramite test per l’individuazione del virus SARS-CoV-2 

Gestione dei casi di accertata positività

Isolamento e Quarantena 

 

Test per l’individuazione del virus SARS-CoV-2 

La  tipologia  del  test  al  quale  sottoporre  il  Gruppo  Squadra,  prima  dell’inizio  dell’attività  agonistica,  era  contenuta  nelle indicazioni dei Protocolli richiamati in premessa (Campionati Dilettantistici).

In  considerazione  dell’evoluzione  del  quadro  epidemiologico  e  a  maggior  tutela  della  salute  dei  singoli  e  delle  esigenze di sanità pubblica, per adeguare il Protocollo, relativamente alle modalità di svolgimento di gare e allenamenti, la CMSF ha in primo luogo tenuto conto della Circolare 29/9/2020 del Ministero della Salute, in merito all’”uso  dei  test  antigenici rapidi per la diagnosi di  infezione da SARS-CoV-2,  con  particolare  riguardo  al  contesto  scolastico”,  e  del  DPCM  attualmente  in  vigore  in  materia  di  misure  di  contrasto  e  contenimento  dell’emergenza  Covid-19.  Quest’ultimo  (DPCM),  in  tutti  i  passaggi  in  cui  prevede  l’effettuazione  di  test  per  l’ingresso  in  Italia  da  paesi con obbligo di quarantena, consente i Test antigenici in alternativa a quelli molecolari.

Sulla base di tali considerazioni, la CMSF ha ritenuto ragionevole e affidabile, in analogia a quanto già previsto per il Calcio Professionistico, utilizzare per la ricerca del virus SARS-COV-2 oltre ai Test molecolari PCR classici anche i  Test  antigenici  (quantitativi,  validati  da  studi  scientifici  che  ne  abbiano  dimostrato  elevata  accuratezza  e  sensibilità),  prevedendo  l’inserimento  obbligatorio  di  un  test  settimanale  entro  le  48/72  ore  antecedenti  la  disputa della gara per tutto il gruppo squadra individuato dalle Società. Per garantire uniformità su tutto il territorio nazionale,  la  CMSF  suggerisce  di  individuare,  con  criteri  di  scientificità,  reale  disponibilità  sul  mercato  ed  economicità, un test unico o assimilabile per validità, per tutti i singoli campionati.

Per  quanto  riguarda  la  raccolta  del  campione  biologico  (tampone  rino-faringeo), essa  deve  essere  comunque  effettuata  da  personale  medico  o  paramedico  adeguatamente  formato.  L’analisi  e  la  refertazione  dei  Test  (molecolare o antigenico) dovranno essere a carico di una Struttura Sanitaria (Laboratorio) accreditata.

La responsabilità della raccolta del campione e del controllo dei risultati dei Test dovrà essere del Medico Sociale o  di  un  Medico  addetto  al  Protocollo  (MAP), preferenzialmente  Specialista  in  Medicina  dello  Sport  e/o  iscritto  alla Federazione Medico Sportiva Italiana, individuato dalla Società Sportiva come garante delle attività sanitarie a tutela  della  salute  dei  calciatori  e  i  componenti  il  gruppo  squadra,  un  aspetto  di  cruciale  importanza  in  questo  particolare periodo di pandemia.

Naturalmente,  laddove  il  Test  rilevi  la  presenza  del  virus  SARS-CoV-2,  l’atleta  dovrà  essere  considerato  un  “contagio”, andrà posto in isolamento/quarantena e non potrà essere schierato in campo. In caso la positività derivi da  un  test  antigenico  rapido,  sia  il  soggetto  “positivo  conclamato”  che  quello  “debolmente  positivo”dovrà essere considerato a tutti gli effetti un “contagio” ed essere sottoposto ad un test molecolare PCR di conferma.

Ove  la  singola  Società  Sportiva  ritenga  di  porre  in  essere ulteriori  misure  di  controllo  clinico/strumentale, atte  a  limitare la diffusione del contagio e a garantire ancora maggior tutela nell’ambito del gruppo squadra, potrà attivare in  autonomia  ogni  iniziativa  ritenuta  utile.  Particolarmente raccomandato  è  l’utilizzo  almeno  iniziale  di  test  sierologici per  la  ricerca  di  anticorpi  anti  SARS  CoV-  2,  a  scopo  di  indagine  sulla  siero-prevalenza  nel  gruppo   squadra stesso.

Si  ricorda,  infine,  che  l'approvvigionamento  dei  test  per  le  persone  interessate  “non  deve  minimamente  impattare  sulla  disponibilità  del  reagentario  da  dedicarsi  in  maniera assoluta  ai  bisogni  sanitari  del  Paese”,  e  si  intende  esclusivamente a carico delle singole Società.

Si  ribadisce  che  tutti  i  componenti  il  gruppo  squadra  dovranno  comunque  compilare  almeno  settimanalmente,  e  ogniqualvolta   si   verifichi   un   mutamento   dello stato   di   salute individuale   o   se   ne   presenti   la   necessità,   l’autocertificazione sul loro stato di salute e su eventuali contatti con soggetti Covid-19 positivi intervenuti nei giorni precedenti l’allenamento o la gara o comunque l’ingresso presso il campo di gioco o allenamento, da far

pervenire al Medico Sociale o al MAP. 

Gestione dei casi di accertata positività

Con  la  modifica  del  protocollo,  la  gestione  dei  casi  di  accertata positività  al  virus  SARS- CoV-2  consente  il  proseguimento degli allenamenti per tutto il Gruppo Squadra ad esclusione di coloro identificati, in coordinamento con  il  SISP  della  ASL  di  competenza,  come  “contatti  stretti”  con  il  positivo  confermato  dalle  ordinarie  attività  di  “contact-tracing”.  Il  Gruppo  Squadra  (soggetti  negativi  ai  Test)  dovrà  essere  comunque  sottoposto  a  Test  molecolari o antigenici rapidi sopra definiti ogni 2 giorni, fino al termine della quarantena (vedi avanti).

In ogni caso è Obbligo del Medico Sociale o del MAP, in caso di positività al test molecolare o antigenico rapido, darne  immediata  comunicazione  (con  la  collaborazione  attiva  dell’interessato  e  della  Società)  al  SISP  della  ASL  competente per territorio e al Medico di medicina generale dell’interessato che rimangono “ope legis” i responsabili dei  procedimenti  a  tutela  della  salute  individuale  e  collettiva  e  dell’attivazione  delle  procedure  di  sanità pubblica 

necessarie.

Isolamento e Quarantena

La  Circolare  del  Ministero  della  Salute  del  12  ottobre  2020  aggiorna  le  indicazioni  che  riguardano  la  durata  e  il  termine dell’isolamento e della quarantena, in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali (OMS ed ECDC) e del parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico l'11 ottobre 2020. La circolare chiarisce quanto segue:

L’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal  resto  della  comunità  per  la  durata  del  periodo  di  contagiosità,  in  ambiente  e  condizioni  tali  da  prevenire  la  trasmissione dell’infezione.

La  quarantena,  invece,  si  riferisce  alla  restrizione  dei  movimenti  di  persone  sane  per  la  durata  del  periodo  di  incubazione,  ma  che  potrebbero  essere  state  esposte  ad  un  agente  infettivo  o  ad  una  malattia  contagiosa,  con  l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

Casi positivi asintomatici

Le  persone  asintomatiche  risultate  positive  alla  ricerca  di  SARS-CoV-2  possono  rientrare  in  comunità  dopo  un  periodo  di  isolamento  di  almeno  10  giorni,  dalla  comparsa  della positività,  al  termine  del  quale  risulti  eseguito  un  test molecolare con esito negativo (10 giorni + test).

Casi positivi sintomatici

Le  persone  sintomatiche  risultate  positive  alla  ricerca  di  SARS-CoV-2  possono  rientrare  in  comunità  dopo  un  periodo   di   isolamento   di   almeno   10   giorni   dalla   comparsa   dei   sintomi   (non   considerando   anosmia   e   ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

Casi positivi a lungo termine

Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARSCoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e   microbiologi/virologi, tenendo   conto   dello   stato   immunitario   delle   persone   interessate   (nei   pazienti   immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).

Contatti stretti asintomatici

I  contatti  stretti  di  casi  con  infezione  da  SARS-CoV-2,  confermati  e  identificati  dalle  autorità  sanitarie,  devono  osservare: un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure,un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno. Nella circolare si raccomanda, altresì, di:

eseguire  il  test  molecolare  a  fine  quarantena  a  tutte  le  persone  che  vivono  o  entrano  in  contatto  regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze; prevedere accessi al test differenziati per i bambini;

non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di altrettanti

contatti stretti di  caso  (ovvero  non  vi  sia  stato  nessun  contatto  diretto  con  il  caso  confermato),  a  meno  che  il  contatto  stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità;

promuovere l’uso della App “Immuni” per supportare le attività di contact tracing.

La circolare ridefinisce i criteri per porre fine all'isolamento/quarantena ed è applicabile dal momento in cui è stata pubblicata.

Pertanto, tali criteri potranno essere applicati anche a chi era già in isolamento/quarantena al momento della loro emanazione.

Ripresa degli allenamenti/gare per i soggetti Covid positivi

La  gradualità  di  ritorno  dell’atleta  agli  allenamenti/competizioni  dovrà  essere  valutata dal  Medico  Sociale  del  club  e/o  dal  MAP,  in  relazione  al  quadro  clinico  di  riferimento  (decorso  della  malattia,  test  di  laboratorio,  risultati  degli  accertamenti  previsti  per  il  rilascio  della  nuova  certificazione  di  idoneità  agonistica),al  contesto  e  alla  durata  dell’interruzione dell’attività dovuta alla malattia

ILPIPPOCALCIO Red-azione

Letto 256 volte Ultima modifica il Lunedì, 30 Novembre 2020 16:20
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